Storia

Codevigo è un antico centro a sud di Piove di Sacco, risalente probabilmente ad epoca romana. Il suo nome infatti deriva da Caput Vici per cui si suppone che possa essere stato a capo di altri villaggi, al tempo dei romani formava assieme a Rosara e a Merlara (area dove si trova il Palazzo dei Merli) uno dei tre "vici" che nel III° sec. a.C. Cleorino Re di Sparta aveva strappato ai padovani.

Il primo documento ufficiale in cui appare il nome è dei 988; si tratta di un atto di donazione in cui un tale Domenico dei fu Roberto, dona al Monastero della S.S. Trinità di Brondolo dei beni in loco et fundo Caput de Vicco.

In un altro atto notarile dei 1026 il nome è già mutato in "Caput de Vico» e successivamente diventa "Caput de Vigo». Nel corso dei secoli si trasformò ancora fino a diventare "Capo de Vigo» e infine Codevigo.

Nel XIV sec. il territorio era sotto il dominio dei Carraresi, signori di Padova, e confinava con il territorio della Serenissima Repubblica di Venezia.

la famiglia dei Carraresi fece costruire numerose fortezze e lungo il confine un efficiente sistema difensivo costituito da numerose torri di avvistamento.

Dopo la sconfitta dei Carraresi da parte dei veneziani , questi iniziarono una serie di opere idrauliche per salvaguardare la laguna dall'interramento. Una di queste opere fu il taglio della "brenta nova" che provocò nella zona numerose alluvioni che, nel tempo, resero il territorio acquitrinoso e malsano. Le popolazioni locali di conseguenza abbandonarono i loro paesi. Solo dopo gli interventi di bonifica apportati per volontà dei Cornaro nella prima metà dei cinquecento si ha un aumento della popolazione e dell'economia locale.

Molta parte della storia di Codevigo è legata alla famiglia patrizia Veneta dei Cornaro. Furono loro a commissionare al Falconetto sia la facciata della chiesa, sia la loro "villa rustica» . Questo edificio, ha subito purtroppo mutilazioni ed adattamenti, ma nella forma originaria doveva apparire "non molto grande e di nobile fattura» . In questo palazzo, nella prima metà dei Cinquecento soleva villeggiare con Alvise Cornaro il celebre letterato padovano Angelo Beoleo, detto il Ruzante, e si può dire con certezza che la maggior parte delle sue opere teatrali nacquero a Codevigo. Il soggiorno di Alvise Cornaro a Codevigo fu proficuo e denso di episodi e vicende concernenti soprattutto il progetto di bonifica che l' illustre personaggio riuscì a mettere in pratica con successo come la bonifica delle vaste proprietà, che nel primo Cinquecento erano ancora paludose e malsane. Dopo i Cornaro i beni di Codevigo passarono ai Foscari, successivamente molte parti della loro villa furono distrutte, compreso il maestoso portale ad arco attraverso il quale si accedeva alle adiacenze e ai cortili. Ora rimangono pochi resti dei soffitti decorati a stucchi e qualche riquadro affrescato.

Codevigo é ricco di costruzioni rurali di particolare interesse storico quali la Corte Belvedere la Corte Colombare ed altre.

L'antica borgata denominata Castelcaro fonda la sua origine sui Carraresi, Signori di Padova, che vi edificarono a più riprese delle fortezze, poi distrutte dai veneziani nel 400, quando questi ultimi si impossessarono della terraferma. Ora l'agglomerato è piuttosto esiguo, ma conta una villa veneziana di proprietà dei e situata in prossimità dell'argine sinistro del Bacchiglione, e una Chiesetta di aspetto settecentesco dove ancora adesso si celebra. la chiesa parrocchiale dedicata a S. Zaccaria Profeta è citata in un atto di donazione del 13 luglio 1173, quando era soggetta alla pieve di Piove di Sacco di questa ci rimane la costruzione cinquecentesca che è di Lorenzo da Bologna ed ha la facciata dei Falconetto.